torno a postare sul blog con il primo articolo del 2011. Approfitto subito per farvi i miei migliori auguri di buon anno: che questo sia un anno ricco di soddisfazioni lavorative e personali, da godersi in piena salute.
Personalmente, devo dire, l’anno comincia bene, ovvero dal punto in cui è finito il 2010: la pubblicazione della Graduatoria Definitiva di Principi Attivi 2010. Infatti, il progetto di cui sono referente, dal titolo “Apulia: the Italian crossroad to the International Exchange”, è risultato essere alla 97° posizione nella graduatoria definitiva, risultando così ammesso al finanziamento per un importo totale di 25000 €.
Per chi non avesse ancora visionato la graduatoria, troverà utile il seguente link al pdf contenente la lista dei progetti ritenuti ammissibili e di quelli finanziati:
http://bollentispiriti.regione.puglia.it/dmdocuments/Graduatoria_PrAtt_2010.pdf
Vengo qui ad un primo commento ai dati, a conclusione di una fase iniziata nello scorso novembre, in cui si sono analizzati i dati attraverso un filtro territoriale posizionato sul comune melendugnese, i cui progetti sono stati poi raccolti in una sintetica rassegna descrittiva e illustrativa.
Si conferma la previsione che tra tutti i progetti partecipanti al bando e proposti da giovani melendugnesi e borgagnesi, la probabilità che almeno un progetto fosse finanziato era piuttosto alta. Stando alle percentuali infatti, i progetti finanziati sono stati circa il 9% (190 di 2160), valore prossimo a quello dei progetti “melendugnesi” (1/13 = 8%). In statistica si direbbe che il campione assunto è risultato significativo e la previsione attendibile, in quanto i progetti sono stati estratti casualmente (criterio territoriale) dal mucchio complessivo. Infatti, la provenienza territoriale, unico elemento comune tra i progetti stessi, non rappresentava in alcun modo oggetto di valutazione né ha influenzato i contenuti delle idee presentate. E pertanto il campione rappresentava in modo adeguato l’intera popolazione.
Naturalmente sono felice che il mio progetto sia risultato ammesso al finanziamento. Tuttavia temevo di non riuscirci viste le basse probabilità di successo e certo del fatto che molti dei progetti melendugnesi sarebbero risultati ammissibili ma non finanziabili. Si è quindi ora creata la situazione che mi aveva spinto ad organizzare l’incontro informale dei progetti melendugnesi. Ora, tra i progetti non finanziati, chi è veramente intenzionato a procedere, per esempio cercando di accedere ad altre fonti di finanziamento o con mezzi propri, può prendere in considerazione l’idea lanciata nell’incontro stesso, ovvero di unirsi per dare più forza e vigore alle ottime idee. Alcune di esse, infatti, appartenendo al medesimo settore, potrebbero essere riorganizzate e potenziate nell’ottica dell’ottimizzazione, della minimizzazione dei costi, o anche solo di condivisione degli spazi o delle strategie di foundraising.
Un’altra osservazione di natura numerica, ma dal chiaro significato qualitativo, scaturisce dalla lettura dei punteggi che risultano compresi tra 182 e 150. Ebbene, scorrendo la graduatoria si può osservare come il numero di progetti pari merito cresca rapidamente andando dal 182 in giù, fino a raggiungere i valori massimi intorno al 140, per poi ridursi nuovamente fino al fondo della graduatoria. Questa banale osservazione, che, sempre in statistica, farebbe pensare ad una distribuzione normale, fa scaturire la seguente considerazione. Sebbene magari fossero stati predefiniti aprioristicamente e “oggettivamente” dei parametri di valutazione, la soggettività di misurazione associata ai diversi membri della commissione può aver influito sulle valutazioni dei singoli progetti e, più in generale, su blocchi di progetti passati attraverso le stesse mani. Tre/quattro punti di differenza (attribuibili alla “sensibilità” dello strumento adottato, ovvero dei valutatori), per i progetti che si trovano nella fascia media, farebbero scorrere incredibilmente la posizione in graduatoria dello stesso. Tuttavia, questo è un problema intrinseco e costitutivo di ogni metodo di valutazione, per quanto i membri della commissione possano essersi a lungo esercitati a valutare (date le loro provenienze professionali) e per quanto possa essere stata messa in campo la massima serietà e correttezza. Intendo quindi indirizzare la vostra attenzione verso un aspetto di sicura importanza: la qualità e l’efficacia con cui si è comunicata la propria idea.
A tal proposito, consapevole di questo aspetto, il mio gruppo si è molto impegnato affinché l’aspetto comunicativo fosse curato almeno quanto la sostanza stessa del progetto. La pulizia nell’aspetto del formulario, la terminologia adottata, l’attenzione ai dettagli, la consequenzialità e il processo logico adottato, la ricerca di ogni singolo errore ortografico, la riformulazione di frasi poco chiare, la somministrazione del formulario ad amici e parenti che non avessero idea del progetto, hanno giocato un ruolo importante nella fase di perfezionamento del formulario stesso. E’ evidente quindi che questa fase processuale ricorsiva:
- non ha termine perché il progetto non risulterà mai scritto bene ed è sempre perfezionabile (guai se fosse altrimenti – questa è una condizione psicologica fondamentale per chi ama fare bene ciò che fa);
- ci vuole il tempo necessario per attuare questa importantissima fase (personalmente diffido di chi sostiene di aver scritto il proprio progetto in poche ore).
A mio modo di vedere lo staff si è sempre comportato in modo efficiente ed efficace, e in pieno spirito collaborativo e di trasparenza. So che l’intero apparato di Bollenti Spiriti è in fase di studio in Europa per le sue qualità di efficienza. Credo che anche la commissione si sia comportata bene, nello spirito di correttezza e imparzialità, anche se ha immancabilmente ricevuto accuse di mancanza di lucidità e qualche volta di aver commesso errori grossolani. Non sono nella condizione di commentare queste accuse, dal momento che la mia opinione potrebbe essere considerata non imparziale e che non ho letto altri formulari (però ho assistito ad ottime presentazioni da parte di stimatissimi compaesani). In onestà mi sono chiesto come mai il progetto che consideravo più in linea con i motivi fondamentali di Principi Attivi non sia poi stato ammesso a finanziamento. Mi riferisco, chiaramente, al Col-laboratorio Sociale. Invito pertanto chiunque ad esprimere la propria impressione e chi ne avesse voglia a riportare la propria esperienza.
Mi accingo quindi a conclusione, tornando a focalizzarmi sul mio progetto, che vedrà la creazione di International Crossroads, agenzia che lavorerà in esclusiva in Italia per il programma IAESTE. Si tratta dello scambio di tirocinanti universitari e neolaureati che desiderano effettuare una qualificante e formativa esperienza di tirocinio all’estero, adeguatamente remunerata, di durata variabile dalle poche settimane ai 12 mesi.
Il progetto sembra avere un gemello complementare che si occuperà di gestire altre tipologie di tirocini afferenti alla categoria LLP/Erasmus Placement. Le differenze tra la natura dei tirocini offerti dalla nostra agenzia e quelli del gruppo “E.S.E. Erasmus Student Experience“ verrà attentamente discussa nei prossimi post.
Vi annuncio, infatti, che continuerò a parlare di IAESTE e di International Crossroads nei prossimi post. In particolare, intendo pubblicare in più puntate il formulario presentato dal mio gruppo a Principi Attivi 2010, tutto o almeno nelle sue parti significative. Lo scopo sarà di rendere visibile a tutti e trasparente il nostro progetto, e di continuare il perfezionamento dell’idea in questa fase post-graduatorie e nell’attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, allargando così il gruppo di coloro che hanno contribuito con una piccola od una grande idea a dare forma al progetto.
Il prossimo post partirà dall’analisi del punteggio..
Chiudo rinnovando i miei auguri per il 2011 a tutti voi.
Leandro

Ciao Leandro,
innanzitutto complimenti a te e Virginia per il vostro progetto!
Spero che riuscirete a realizzarlo nel più breve tempo possibile, sicuramente, data la vostra professionalità, sarà un successo.
Parlo a nome del mio gruppo, del progetto Col-laboratorio sociale. Secondo tutti il progetto sarebbe dovuto essere un pò più specifico, forse troppi obiettivi, troppe attività. Riteniamo comunque che la nostra idea sia vincente, e che nel territorio ci sia bisogno di tali servizi. Spero andrà meglio la prossima volta!
… ma davvero qualcuno ha potuto scrivere il progetto in poche ore?!? Per quanto riguarda la nostra esperienza ci sono volute parecchie, ma davvero parecchie ore di lavoro, da parte di tutti (e nel nostro gruppo eravamo ben in sette persone).
Un grosso in bocca al lupo per adesso, in attesa di leggere nello specifico la vostra idea!
Claudia
Commento di Claudia Gabrieli — 5 gennaio 2011 @ 16:55 |
Ciao Claudia,
tengo a rispondere subito al tuo commento. Intanto grazie per gli auguri e per l’attestato di stima, ma possiamo affermare fin da ora che la realizzazione del progetto non sarà proprio facile. Il nostro progetto, infatti, ha urgenza di iniziare presto in quanto non dipende solo dai tempi imposti dal percorso di selezione e amministrativo ma anche dalla partnership con IAESTE, che è un ente a sè stante, con le proprie regole e con i propri tempi. Tuttavia puntiamo di poter risolvere questi aspetti ed accedere al finanziamento stesso.
Venendo a quanto hai detto, devo specificare, in onestà, che la mia affermazione riguardo al fatto che qualcuno avesse lavorato solo poche ore sul progetto è relativa piuttosto allo scorso bando. Infatti, mi è capitato che almeno tre o quattro persone afferenti a gruppi diversi, sia tra quelli finanziati che tra i non finanziati, avessero affermato di aver dedicato poco tempo alla scrittura del proprio progetto. Ma si parlava di 400 progetti finanziati su un totale di 1200. Questa volta, però, era evidente che tra tanti progetti e con speranze di finanziamento ridotte, il lavoro di affinamento del formulario fosse doverosa.
Per quanto riguarda la proposta del tuo gruppo, sono convinto che l’idea di fondo sia valida e vincente. Mi auguro quindi che, per altre vie, voi riusciate ad ottenere dei fondi per iniziare, magari iniziando da una o due attività (le meno onerose). Ricordatevi che voi ora avete in mano un documento che ha la valenza di un business plan. Lavorandoci un pò su e aggiornandolo in base a quanto la fase critica post-bando vi ha suggerito, avrete un documento con cui presentarvi presso altri entri, pubblici o privati, per ottenere un finanziamento. Considerate poi, eventualmente, la possibilità di unirvi negli stessi obiettivi a giovani di paesi limitrofi e quindi di presentarvi presso gli enti territoriali di riferimento per chiedere un contributo forfetario alle vostre attività. in questo modo si dividono i costi e si possono sommare i contributi.
Non mi resta quindi che ricambiare il tuo in bocca al lupo e di augurarlo a voi!
Commento di leandrocandido — 5 gennaio 2011 @ 18:44 |