Il blog di Leandro Candido

8 aprile 2011

Isolamento Sismico e normative

Filed under: Sismica — leandrocandido @ 15:03
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Il problema sismico è agevolmente riconducibile allo studio di azioni orizzontali sulla struttura. Si tratta chiaramente di una semplificazione, ma l’approssimazione è sempre fatta in maniera conservativa, in modo cioè di sovrastimare le reali richieste sulla struttura. L’intensità di queste azioni è funzione di un certo numero di fattori quali ad esempio la pericolosità sismica dell’edificio, la tipologia dei terreni, il peso della struttura, la rigidezza della stessa. In siti ricadenti in zone di pericolosità sismica elevata l’intensità delle azioni è talmente alta che sarebbe impensabile costruire in modo che le strutture possano resistere a eventi sismici eccezionalmente potenti per il sito in cui ricade la costruzione. La progettazione, secondo tutti i codici internazionali, è dunque volta a sviluppare strategie che garantiscono alla struttura di rimanere in piedi in condizioni sismiche, seppur gravemente danneggiata. L’attenzione della progettazione si sposta dunque dal tema delle resistenze a quello della duttilità. Duttilità è capacità di deformarsi dissipando energia, di solito in termini di energia di deformazione. Se alla capacità dissipativa si aggiunge capacità di smorzamento, gli effetti di un terremoto sulle strutture in termini di azioni orizzontali risultanti sono ulteriormente abbattuti.

La scelta progettuale, dunque, si concentra sulla tipologia di meccanismo dissipativo da attribuire alla struttura. Da un lato si può scegliere di conferire alla struttura la duttilità necessaria a dissipare l’energia di un terremoto con una certa probabilità di accadimento in un periodo di tempo predefinito, dall’altro di concentrare la dissipazione in un unico meccanismo come l’isolamento sismico alla base della struttura.

Nel primo caso è fondamentale che la struttura sia sufficientemente armata e che sia posta la massima attenzione ai dettagli costruttivi. La presenza di acciaio negli elementi di calcestruzzo, così come la cura nei dettagli costruttivi, conferiscono alla struttura la duttilità sufficiente a dissipare gli effetti dell’azione sismica in modo adeguato. Per garantire che la struttura rimanga in piedi si segue la filosofia del capacity design, secondo cui la duttilità è conferita alla struttura progettandola in modo da evitare meccanismi di rottura fragile. Si ottiene questo risultato se si adottano le regole della Gerarchia delle Resistenze (GdR), secondo cui la rottura a taglio (rottura fragile) deve precedere quella a flessione (duttile) per tutti gli elementi resistenti, e la plasticizzazione delle travi deve precedere quella delle colonna. La GdR taglio/flessione e trave debole/colonna forte combinata con regole costruttive e di dettaglio garantiscono che le strutture ottengano lo scopo per cui sono state progettate: la salvaguardia della vita umana. Già in un precedente post, relativo ai danni subiti dalle strutture a L’Aquila ponevo l’attenzione sui dettagli costruttivi. Ed è chiaro come come in occorrenza del terremoto di progetto la struttura si danneggia, in modo da non collassare ma perdendo la sua funzionalità. L’aggravio sul costo di costruzione, conseguente all’applicazione del capacity design, è quindi necessario e irriducibile.

Nel secondo caso, invece, si intende abbattere gli effetti dell’azione sismica sulle strutture riducendo sensibilmente la rigidezza della struttura nelle direzioni orizzontali e disaccoppiando di fatto il moto del terreno da quello della struttura. Questo si ottiene facilmente adottando un isolamento sismico alla base che permette alle strutture, superato un certo livello di intensità dell’azione orizzontale, di oscillare e dissipare energia. La struttura posta al di sopra degli isolatori (sovrastruttura) rimane fondamentalmente elastica ed è sottoposta a spostamenti pressochè rigidi. Pertanto tamponamenti, impianti, mobilia e quant’atro non subiscono azioni inerziali differenziate con conseguenti ribaltamenti e rotture, ma la sovrastruttura si muove rigidamente. Si diceva che la sovrastruttura (così come la sottostruttura, cioè ciò che è sotto lo strato degli isolatori) rimane in campo elastico e che la dissipazione è affidata interamente alla capacità deformativa degli materiali viscoelastici che compongono gli isolatori. Pertanto se la sovrastruttura non deve avere comportamento dissipativo perde di significato il rispetto delle regole di gerarchia delle resistenze e di dettaglio costruttivo.

Dal punto di vista normativo, in Italia sono vigenti le NTC08, le quali, a loro volta, si ispirano direttamente agli Eurocodici. Questi ultimi dicono chiaramente che per costruzioni generiche isolate alla base si adotta un fattore di struttura* q pari a 1 [EC8 – 10.7] , mentre se se parla di edifici per la sovrastruttura si può adottare q = 1.5 [EC8 – 10.10(5)]. Inoltre non è necessario rispettare per le costruzioni generiche le regole di GdR né di dettaglio costruttivo in zona sismica [EC8 – 10.4(7)]. Per gli edifici, invece, si applicano le regole di dettaglio della classe di duttilità Bassa [EC8 – 10.10(4)].   Non è altrettanto univoca la norma italiana. Infatti, in un primo momento si dice che la sovrastruttura e la sottostruttura devono rimanere in campo elastico [NTC08 - 7.10.2] e che si applicano i particolari costruttivi della zona di pericolosità sismica 4, in deroga alle regole di dettaglio costruttivo [del punto NTC08 - 7.4.6]. Nella successiva Circolare Esplicativa del 2009 si dice invece che vanno considerate le regole di dettaglio costruttivo della classe di duttilità Bassa [NTC08 - C7.10.2]. Nulla è quindi detto in modo univoco riguardo all’applicabilità o meno delle regole di GdR. Questo costituisce un “vuoto”, una omissione, che non lascia liberi i progettisti di adottare tecniche costruttive di avanguardia che non si prestano all’applicazione delle regole di GdR, e che si potrebbero realizzare solo se associate ad un meccanismo dissipativo del tipo isolamento alla base.

E’ augurabile quindi che al successivo aggiornamento delle Norme Tecniche (e sarebbe proprio necessario), anche questo aspetto venga ulteriormente chiarito. Per ora non ci resta che porre un quesito tecnico alle strutture competenti.

* il fattore di struttura è un coefficiente riduttivo delle azioni sismiche orizzontali che tiene in conto della duttilità della struttura.

16 gennaio 2011

Analisi del punteggio International Crossroads – Parte 2

Filed under: Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 19:15

Punteggi a confronto - Graduatorie Principi Attivi

Rieccomi, come promesso, a continuare la discussione dei risultati delle graduatorie di Principi Attivi iniziata con lo scorso post. Mi scuso per non essere riuscito a postare prima ma la settimana è stata molto intensa.

Detto questo, ricordo che nello scorso post si è parlato di quali fossero i criteri adottati nella valutazione dei progetti partecipanti al bando di Principi Attivi. Ad arricchire la discussione è giunto un graditissimo ed inatteso commento da parte dello staff di Bollenti Spiriti, sempre cortese e attento alle dinamiche del web 2.0. Ci è stata ampiamente illustrata l’architettura e la bontà dell’impianto di valutazione, costruito ad hoc per garantire stesse chances di finanziamento a progetti orientati su campi molto diversi tra loro per esempio inclusione sociale e la cittadinanza attiva da un lato, economia dell’innovazione dall’altro) e per interdire fenomeni illegittimi.

La prima osservazione, naturalmente di natura numerica, che scaturisce dalle indicazioni forniteci dallo staff BS è che il punteggio massimo assoluto di 200 è fondamentalmente teorico, perché difficilmente un’idea progettuale è depositaria contemporaneamente di tutti gli aspetti sottoposti a valutazione e che sono orientati ai diversi settori. E’ più probabile, com’è effettivamente avvenuto, che i progetti migliori si distinguano per due dei tre aspetti citati dallo Staff BS. Per tale ragione, e stando ai vari punteggi nei singoli campi, è da considerare punteggio pieno un valore di circa 175-185.

Pertanto cercare di misurare la prestazione semplicemente rapportando il proprio punteggio al limite massimo di 200 è solo in prima approssimazione accettabile. Tuttavia questo parametro è conservativo e rappresenta un primo indicatore, col vecchio metodo scolastico del voto. Per International Crossroads:

160/200 = 8/10 -> non male!

L’analisi che seguirà sarà naturalmente basata sulla misurazione dei punteggi attribuiti ai singoli campi relazionati al relativo massimo, ma farà anche uso di due nuovi termini di riferimento rappresentati dal punteggio del gruppo che si è classificato in prima posizione e da quello dell’ultimo progetto ammesso a finanziamento. In tal modo, la prestazione di International Crossroads è messa in relazione a quella degli altri progetti finanziati. I risultati sono riportati nella tabella in testa all’articolo.

Innanzitutto si nota che ci sono 100 progetti tra il nostro e l’ultimo in posizione utile, col quale però si hanno solo 4 punti di differenza nel punteggio complessivo. Questo è segno che la “lotta” competitiva è stata davvero sanguinosa, ovvero tantissimi erano i progetti in gioco e pochi fondi a disposizione. Si osserva poi una certa omogeneità globale nei risultati, dovuta a punteggi parziali comunque molto alti anche se non massimi.

International Crossroads riceve 75 punti (su 100) nella prima parte (quella ispirata ai principi del project management) ed 85 punti (su 100) sulla seconda parte, quella depositaria degli obiettivi specifici che la Regione Puglia ha attribuito a Principi Attivi. Proprio in questi criteri il progetto sembra ottenere valutazioni eccellenti. Infatti, il gruppo è stato considerato più che qualificato (nei prossimi post conoscerete nel dettaglio il team). L’idea è stata poi ritenuta innovativa, e lo è ve lo assicuro! Inoltre posso dire che l’idea è assolutamente originale in quanto si innesta su una realtà esistente peculiare. Sarebbe quindi stato impossibile trovare un progetto identico, né è stato presentato in edizioni passate. In quanto a contributo allo sviluppo, il progetto di International Crossroads risulta essere il più quotato dei tre presi in considerazione. In effetti, come si spera,  se il progetto riuscirà ad entrare effettivamente a regime sortirà i suoi effetti, in termini di sponsorizzazione del marchio Puglia e di flussi turistici e lavorativi cui corrisponde un proporzionale movimento economico. In termini di speranze di follow up, International Crossroads sembra essere considerata sufficientemente strutturata per sperare nella continuazione del progetto stesso negli anni a seguire, quando dovrà andare sulle proprie gambe.

Abbiamo così fatto scorrere velocemente (ma più approfondite considerazioni si faranno in corrispondenza della presentazione del progetto stesso) i punteggi afferenti ai campi dove il progetto ha ottenuto una buona valutazione. Tuttavia, e non a caso, si è lasciato in ultimo il discorso della fattibilità ed efficacia attesa, che sembra essere l’unico valore discordante nel punteggio complessivo.

Infatti, si parla di 25/40 ovvero di 6.25/10, un punteggio comunque sufficiente ma inferiore a quello dei gruppi presi a confronto. A tal proposito è stata presa in considerazione una ipotesi giustificativa che tiene in conto delle difficoltà operative individuate nel formulario presentato e specificamente afferenti alla necessità di iniziare le attività al principio del 2011. In dettaglio, il progetto di International Crossroads, che punta a gestire sotto il programma IAESTE il flusso di scambi di tirocinanti europei ed extra-UE, deve fare i conti con tempistiche diverse che rischiano di non avere sufficiente margine di sovrapposizione. Da un lato vi sono le procedure amministrativa associate alla formalizzazione del finanziamento, dall’altro il rigido protocollo di affiliazione all’associazione internazionale no profit IAESTE.

Noi infatti avevamo richiesto di iniziare immediatamente, prevedendo attività a partire da gennaio. Abbiamo poi verificato, invece, la possibilità di posticipare la partenza del progetto, risolvendo questo punto critico. Questa è tuttavia solo una ipotesi interpretativa e potrebbero essere altri i punti che hanno determinato un punteggio non in linea con il trend complessivo di giudizio. Infatti il corrispondente punto del bando recita:

FATTIBILITÀ ED EFFICACIA ATTESA

Realizzabilità dell’idea proposta e presenza di fattori chiave che ne rafforzino la fattibilità, in relazione con i vincoli e le criticità tipiche del settore di intervento. Capacità del progetto di conseguire gli obiettivi dichiarati.

Come si può dedurre sono molti i punti che influiscono in questo campo valutativo. E’ probabile che il progetto non sia stato ritenuto in grado a conseguire pienamente gli obiettivi dichiarati, o che i vincoli e le criticità del settore possano essere risultati pesanti. Chiederemo quindi di accedere alla valutazione per capire in quali direzioni il progetto necessiti di un potenziamento o di strategie risolutive.

L’analisi si arresta qui per oggi. Dal prossimo articolo inizierà la pubblicazione del testo del formulario, nelle varie parti che lo compongono, e potremo così conoscere il team, gli obiettivi, il contesto, le previsioni e il contributo che il progetto possa offrire al territorio.

Non mi resta che augurarvi buona settimana e buon lavoro!

 

 

 

10 gennaio 2011

Analisi del punteggio – Graduatorie Definitive P.A. 2010

Filed under: Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 11:00
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Ben ritrovati. Inizia qui la preannunciata fase di analisi del progetto International Crossroads, risultato ammissibile al bando di Principi Attivi 2010 nell’ambito del programma Bollenti Spiriti della Regione Puglia.

Il primo passo che effettueremo in questo percorso, da interpretare come un diario di ragionamenti fatti ad alta voce da un’anima collettiva, è molto istintivo. Si tratta dell’analisi del punteggio.

 

Il punteggio e l’impianto valutativo

 

Se appare scontata e naturale l’analisi del punteggio da parte di chi ha visto il proprio progetto non ammesso a finanziamento, lo stesso atteggiamento non è automatico da parte di chi, invece, è rientrato tra gli ammessi a finanziamento. Eppure, questo è davvero il primo passo per capire quale sia stata l’impressione che il progetto abbia fatto sulla commissione, ovvero su un pubblico di persone esterne al gruppo informale che hanno conosciuto l’idea solo attraverso una presentazione di sintesi, in approccio semplificato di bussiness plan. In altre parole, la valutazione di un’idea (sebbene affetta da soggettività), effettuata da persone terze e competenti, rappresenta un primo test comunicativo e allo stesso tempo un meccanismo di misura, in prima istanza, dell’idea stessa. Questa fase è sinteticamente descritta da numeri, che nello specifico assumono significato e valenza di indicazione riguardo ai punti di forza e debolezza dello stesso.  Tuttavia questi numeri devono essere interpretati correttamente, in rapporto al ruolo che gli stessi assumono per la quantità che misurano e all’importanza delle singole quantità in relazione alle altre. Il significato di tante parole sarà presto chiaro quando andremo a guardare propriamente il punteggio. Prima, però, è chiaramente importante cercare di capire quali fossero i parametri di giudizio pubblicati nel bando:

A.       CONOSCENZA DEL CONTESTO TERRITORIALE E SETTORIALE DI RIFERIMENTO

Conoscenza del contesto in termini di bisogni, tendenze in atto, analisi della domanda e dell’offerta, minacce ed opportunità dell’ambiente esterno.

Punteggio: da 0 a 20.

B.        QUALITA’ DEL PROGETTO

Chiarezza nella definizione degli obiettivi, presenza di indicatori verificabili del loro raggiungimento, articolazione coerente e realistica delle risorse e delle attività previste, coerenza nel rapporto tra gli obiettivi indicati, le risorse impiegate e l’organizzazione prevista.

Punteggio: da 0 a 40.

C.          FATTIBILITÀ ED EFFICACIA ATTESA

Realizzabilità dell’idea proposta e presenza di fattori chiave che ne rafforzIno la fattibilità, in relazione con i vincoli e le criticità tipiche del settore di intervento. Capacità del progetto di conseguire gli obiettivi dichiarati.

Punteggio: da 0 a 40.

D.          INNOVATIVITÀ

Innovatività dell’idea rispetto allo stato delle conoscenze, al territorio nel quale interviene, al mercato al quale si rivolge.

Punteggio: da 0 a 25.

E.          CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO

Capacità del progetto di contribuire allo sviluppo sociale, economico e territoriale della comunità regionale e/o delle comunità locali sulle quali interviene.

Punteggio: da 0 a 25.

F.           FOLLOW-UP

Prospettive di continuità e sviluppo dell’idea progettuale (soluzioni per il reperimento delle risorse, la prosecuzione delle attività, la diffusione dei risultati, il rafforzamento degli effetti attesi dal progetto).

Punteggio da 0 a 20.

Sommando tutti i campi di giudizio, che vanno da A ad F, il punteggio totale massimo è in assoluto 200.

E’ quindi già possibile stabilire i rapporti di forza dei vari campi rispetto al totale e relativamente agli altri. Si osserva subito che i campi A ed F sono quelli a minor importanza. Entrambi incidono per il 10% della valutazione. Di poco più importanti (12.5% della valutazione) sono i campi D ed E. Semplicisticamente, quindi, possiamo dire che un progetto innovativo o in grado di favorire lo sviluppo del territorio, è più forte di uno che abbia possibilità di essere portato avanti nel tempo o che sia ben contestualizzato nel settore di riferimento. Vediamo poi che gli aspetti B e C sono quelli predominanti. Ognuno di essi incide per il 20% della valutazione complessiva, e, sommati, hanno importanza pari a quasi la metà della valutazione. Riassumendo, l’idea di fondo che traspare dalla distribuzione dei punteggi dei singoli criteri di valutazione sembra essere la seguente.

Innanzitutto il valore del progetto presentato si misurerà in termini di qualità del progetto e fattibilità ed efficacia attesa. Il primo aspetto implica avere le idee chiare, gli strumenti per misurare la propria prestazione e la consapevolezza nell’uso delle risorse. Il secondo aspetto implica le reali possibilità di successo, in relazione al contesto settoriale d’azione e alle strategie che si intendono adottare nel conseguimento degli obiettivi.

In secondo luogo, si può fare la differenza dimostrando di avere buona conoscenza di bisogni e tendenze in atto, di proporre un’idea innovativa, di contribuire a proprio modo a vantaggio del contesto territoriale in cui il progetto si muove, di avere speranze di portare avanti il progetto negli anni a seguire quello di finanziamento.

Dal mio punto di vista l’impianto valutativo è integralmente condivisibile. E capisco la scelta tutta politica di dare poca importanza al follow-up.

In questo tentativo di definire compiutamente i settori di valutazione si è senz’altro compiuta l’approssimazione di non considerare la correlazione che esiste tra i vari criteri (i campi B e C prescindono dal campo A). L’ipotesi è quindi solo parzialmente valida. Tuttavia l’analisi dei rapporti di forza è necessaria per poter avere un quadro completo dell’impianto concettuale dei criteri valutativi e per capire che un’idea davvero forte deve essere ben sostenuta e ben pianificata per essere ammissibile al finanziamento!

Ultima nota, i progetti sono considerati sufficienti a concorrere per il finanziamento se ottengono un punteggio non inferiore a 140/200.

 

Essendomi un po’ “sdilungato” (a dirla con il mitico Benigni) continuerò con questo capitolo di analisi del punteggio nel prossimo post, dove verrò a discutere in dettaglio di International Crossroads.

Siete invitati intanto a dire la vostra riguardo ai criteri di valutazione. A prestissimo!

 

5 gennaio 2011

Graduatorie Principi Attivi: International Crossroads ce la fa

Cari amici,

torno a postare sul blog con il primo articolo del 2011. Approfitto subito per farvi i miei migliori auguri di buon anno: che questo sia un anno ricco di soddisfazioni lavorative e personali, da godersi in piena salute.

Personalmente, devo dire, l’anno comincia bene, ovvero dal punto in cui è finito il 2010: la pubblicazione della Graduatoria Definitiva di Principi Attivi 2010. Infatti, il progetto di cui sono referente, dal titolo “Apulia: the Italian crossroad to the International Exchange”, è risultato essere alla 97° posizione nella graduatoria definitiva, risultando così ammesso al finanziamento per un importo totale di 25000 €.



Per chi non avesse ancora visionato la graduatoria, troverà utile il seguente link al pdf contenente la lista dei progetti ritenuti ammissibili e di quelli finanziati:

http://bollentispiriti.regione.puglia.it/dmdocuments/Graduatoria_PrAtt_2010.pdf

Vengo qui ad un primo commento ai dati, a conclusione di una fase iniziata nello scorso novembre, in cui si sono analizzati i dati attraverso un filtro territoriale posizionato sul comune melendugnese, i cui progetti sono stati poi raccolti in una sintetica rassegna descrittiva e illustrativa.

Si conferma la previsione che tra tutti i progetti partecipanti al bando e proposti da giovani melendugnesi e borgagnesi, la probabilità che almeno un progetto fosse finanziato era piuttosto alta. Stando alle percentuali infatti, i progetti finanziati sono stati circa il 9% (190 di 2160), valore prossimo a quello dei progetti “melendugnesi” (1/13 = 8%). In statistica si direbbe che il campione assunto è risultato significativo e la previsione attendibile, in quanto i progetti sono stati estratti casualmente (criterio territoriale) dal mucchio complessivo. Infatti, la provenienza territoriale, unico elemento comune tra i progetti stessi, non rappresentava in alcun modo oggetto di valutazione né ha influenzato i contenuti delle idee presentate. E pertanto il campione rappresentava in modo adeguato l’intera popolazione.

Naturalmente sono felice che il mio progetto sia risultato ammesso al finanziamento. Tuttavia temevo di non riuscirci viste le basse probabilità di successo e certo del fatto che molti dei progetti melendugnesi sarebbero risultati ammissibili ma non finanziabili. Si è quindi ora creata la situazione che mi aveva spinto ad organizzare l’incontro informale dei progetti melendugnesi. Ora, tra i progetti non finanziati, chi è veramente intenzionato a procedere, per esempio cercando di accedere ad altre fonti di finanziamento o con mezzi propri, può prendere in considerazione l’idea lanciata nell’incontro stesso, ovvero di unirsi per dare più forza e vigore alle ottime idee. Alcune di esse, infatti, appartenendo al medesimo settore, potrebbero essere riorganizzate e potenziate nell’ottica dell’ottimizzazione, della minimizzazione dei costi, o anche solo di condivisione degli spazi o delle strategie di foundraising.

Un’altra osservazione di natura numerica, ma dal chiaro significato qualitativo, scaturisce dalla lettura dei punteggi che risultano compresi tra 182 e 150. Ebbene, scorrendo la graduatoria si può osservare come il numero di progetti pari merito cresca rapidamente andando dal 182 in giù, fino a raggiungere i valori massimi intorno al 140, per poi ridursi nuovamente fino al fondo della graduatoria. Questa banale osservazione, che, sempre in statistica, farebbe pensare ad una distribuzione normale, fa scaturire la seguente considerazione. Sebbene magari fossero stati predefiniti aprioristicamente e “oggettivamente” dei parametri di valutazione, la soggettività di misurazione associata ai diversi membri della commissione può aver influito sulle valutazioni dei singoli progetti e, più in generale, su blocchi di progetti passati attraverso le stesse mani. Tre/quattro punti di differenza (attribuibili alla “sensibilitàdello strumento adottato, ovvero dei valutatori), per i progetti che si trovano nella fascia media, farebbero scorrere incredibilmente la posizione in graduatoria dello stesso. Tuttavia, questo è un problema intrinseco e costitutivo di ogni metodo di valutazione, per quanto i membri della commissione possano essersi a lungo esercitati a valutare (date le loro provenienze professionali) e per quanto possa essere stata messa in campo la massima serietà e correttezza. Intendo quindi indirizzare la vostra attenzione verso un aspetto di sicura importanza: la qualità e l’efficacia con cui si è comunicata la propria idea.

A tal proposito, consapevole di questo aspetto, il mio gruppo si è molto impegnato affinché l’aspetto comunicativo fosse curato almeno quanto la sostanza stessa del progetto. La pulizia nell’aspetto del formulario, la terminologia adottata, l’attenzione ai dettagli, la consequenzialità e il processo logico adottato, la ricerca di ogni singolo errore ortografico, la riformulazione di frasi poco chiare, la somministrazione del formulario ad amici e parenti che non avessero idea del progetto, hanno giocato un ruolo importante nella fase di perfezionamento del formulario stesso. E’ evidente quindi che questa fase processuale ricorsiva:

-          non ha termine perché il progetto non risulterà mai scritto bene ed è sempre perfezionabile (guai se fosse altrimenti – questa è una condizione psicologica fondamentale per chi ama fare bene ciò che fa);

-          ci vuole il tempo necessario per attuare questa importantissima fase (personalmente diffido di chi sostiene di aver scritto il proprio progetto in poche ore).

A mio modo di vedere lo staff si è sempre comportato in modo efficiente ed efficace, e in pieno spirito collaborativo e di trasparenza. So che l’intero apparato di Bollenti Spiriti è in fase di studio in Europa per le sue qualità di efficienza. Credo che anche la commissione si sia comportata bene, nello spirito di correttezza e imparzialità, anche se ha immancabilmente ricevuto accuse di mancanza di lucidità e qualche volta di aver commesso errori grossolani. Non sono nella condizione di commentare queste accuse, dal momento che la mia opinione potrebbe essere considerata non imparziale e che non ho letto altri formulari (però ho assistito ad ottime presentazioni da parte di stimatissimi compaesani). In onestà mi sono chiesto come mai il progetto che consideravo più in linea con i motivi fondamentali di Principi Attivi non sia poi stato ammesso a finanziamento. Mi riferisco, chiaramente, al Col-laboratorio Sociale. Invito pertanto chiunque ad esprimere la propria impressione e chi ne avesse voglia a riportare la propria esperienza.

Mi accingo quindi a conclusione, tornando a focalizzarmi sul mio progetto, che vedrà la creazione di International Crossroads, agenzia che lavorerà in esclusiva in Italia per il programma IAESTE. Si tratta dello scambio di tirocinanti universitari e neolaureati che desiderano effettuare una qualificante e formativa esperienza di tirocinio all’estero, adeguatamente remunerata, di durata variabile dalle poche settimane ai 12 mesi.

Il progetto sembra avere un gemello complementare che si occuperà di gestire altre tipologie di tirocini afferenti alla categoria LLP/Erasmus Placement. Le differenze tra la natura dei tirocini offerti dalla nostra agenzia e quelli del gruppo “E.S.E. Erasmus Student Experience“ verrà attentamente discussa nei prossimi post.

Vi annuncio, infatti, che continuerò a parlare di IAESTE e di International Crossroads nei prossimi post. In particolare, intendo pubblicare in più puntate il formulario presentato dal mio gruppo a Principi Attivi 2010, tutto o almeno nelle sue parti significative. Lo scopo sarà di rendere visibile a tutti e trasparente il nostro progetto, e di continuare il perfezionamento dell’idea in questa fase post-graduatorie e nell’attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, allargando così il gruppo di coloro che hanno contribuito con una piccola od una grande idea a dare forma al progetto.

Il prossimo post partirà dall’analisi del punteggio..

Chiudo rinnovando i miei auguri per il 2011 a tutti voi.

Leandro

9 ottobre 2010

Chiusura rassegna dei candidati a Principi Attivi 2010

Filed under: Generale,Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 14:50

Chiudo con questo post la rassegna che vede la pubblicazione dei progetti che hanno partecipato al forum tenuto il 25 settembre presso la Bibliteca Comunale, in forma di incontro privato tra i gruppi partecipanti al bando di Principi Attivi del territorio melendugnese. Come avrete osservato i progetti sono distribuiti nei vari ambiti di riferimento con i seguenti numeri:

 - 5 per l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva;

- 4 per la tutela e la valorizzazione del territorio;

- 1 per l’economia della conoscenza.

E’ evidente che una distinzione in macrogruppi rischiava di essere troppo generica e immagino che molti gruppi abbiano avuto difficoltà ad identificare univocamente l’area di riferimento. Tuttavia è chiaro il dato che mostra come l’economia della conoscenza sia stato un settore poco gettonato. A mio modo di vedere, questo risultato è dovuto a diverse ragioni. Ma ciò su cui intendo rivolgere l’attenzione è il fatto che il dato possa essere stato influenzato indirettamente anche dal motivo di fondo del bando di Principi Attivi e dai suoi criteri di valutazione. Progetti a base scientifica o con una matrice imprenditoriale, quali possono essere quelli che riguardano l’ideazione di un prodotto innovativo, sono rivolti piuttosto a percorsi di start-up o di spin-off e, di norma, richiedono finanziamenti più cospicui. Inoltre, di fondo sembrerebbe che il Principi Attivi finanzi un’idea e non una proposta d’impresa, dove il concetto di idea comprende una categoria ampia e generale di attività.

A mio modo di vedere ci sono un paio di progetti tra quelli presentati leggermente “più forti” (come quello del Col-laboratorio Sociale) degli altri. Ma non intendo entrare nel merito delle motivazioni che mi spingono a pensarla in questo modo. Piuttosto voglio porre l’attenzione sul fatto che tutti i progetti, davvero tutti, siano stati a loro modo originali e abbiano messo sul piatto idee interessanti. E che magari possano essere perseguite indipendentemente dal finanziamento, e chissà grazie all’unione dei vari gruppi.

Credo anche che non stia nella sola idea la possibilità di vincere il bando di Principi Attivi. A fronte di tantissime domande e di migliaia di idee davvero belle, vince l’efficacia con cui si è riusciti a comunicare il proprio progetto, la capacità di aver trasmesso la sensazione di saper governare tutti gli aspetti delle problematiche legate al proprio progetto. Pertanto è nella cura del dettaglio che si sarebbero dovuti concentrare gli ultimi sforzi, che potranno poi rivelarsi decisivi.

Vi lascio ora, a conclusione della rassegna, all’interessante intervento del Presidente dell’Associazione Koinè, che illustra su quali direzioni si stia lavorando.

Ringrazio tutti i lettori per aver seguito la rassegna e mi scuso per l’amatorialità dei filmati. Ringrazio ancora “il Salentino” per lo spazio dedicato all’evento.

Alla prossima!

7 ottobre 2010

Candidati a Principi Attivi: La Mela Verde

Filed under: Generale,Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 18:14

Pubblico oggi l’ultimo progetto dell’intera rassegna (ma domani vi sarà un ulteriore post). Il gruppo informale vede la compaesana Teresa Piliego coinvolta in un progetto che si inserisce nell’ambito dell’inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Nessun membro del gruppo ha potuto prendere parte al forum e per tale motivo non vi sarà un video allegato ma solo la descrizione del progetto, che riporto di qui di seguito:

PROGETTO 10

TITOLO DEL PROGETTO: La Mela Verde

COMPONENTI: Teresa Piliego, Edvige Chiara Zacheo

Nome del Gruppo: La Mela Verde

Ambito di Riferimento: Inclusione sociale e cittadinanza attiva

Descrizione del Progetto:

S’intende realizzare un laboratorio denominato “La Mela Verde” volto a prevedere percorsi formativi ed educativi interdisciplinari e intersettoriali in grado di mettere realmente in gioco le competenze acquisite dai bambini e di promuoverne di nuove. La Mela Verde s’impegna in attività educative e manuali volte a coinvolgere il minore verso una partecipazione attiva nella vita sociale del suo territorio favorendo una maggiore consapevolezza per le tematiche ambientali, culturali e sociali.

L’iniziativa è localizzata nel Comune di Martano. Il target di riferimento è costituito da bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, così da rappresentare una seria alternativa a pomeriggi di inoperosità, di solitudine, di disagio.

In tale contesto si insediano i progetti di educazione ambientale, di valorizzazione delle tradizioni e degli antichi mestieri, le visite presso parchi naturali e zone d’interesse culturale e sociale, la partecipazione attiva alla vita sociale, nel rispetto dell’altrui individuo attraverso l’approfondimento di tematiche a tal riguardo rilevanti.

Ciò fa dell’iniziativa proposta un cardine importante per il miglioramento sociale e culturale della collettività. Infatti, i servizi attivati promettono un forte impatto sulla popolazione poiché favoriscono l’appagamento dei bisogni individuali dei minori attraverso I’armonizzazione e la fruibilità delle risorse della struttura, in un’ottica di collaborazione con i servizi forniti dalle strutture pubbliche.

La Mela Verde, offrendo un servizio pomeridiano prolungato, è capace di sviluppare nel bambino una propria autonomia psicosociale e rappresenta un servizio utile per le famiglie, per i singoli genitori, per la collettività intera.

In conclusione, l’impatto che La Mela Verde può avere sul contesto socioeconomico è decisivo in termini di sviluppo delle conoscenze dei bambini, di integrazione sociale, di riscoperta del territorio e delle sue tipicità e vocazioni. Una società che vuole costruire e migliorare il proprio avvenire non può che investire sui bambini, sul nostro futuro.

S’intende realizzare un laboratorio denominato “La Mela Verde” volto a prevedere percorsi formativi ed educativi interdisciplinari e intersettoriali in grado di mettere realmente in gioco le competenze acquisite dai bambini e di promuoverne di nuove. La Mela Verde s’impegna in attività educative e manuali volte a coinvolgere il minore verso una partecipazione attiva nella vita sociale del suo territorio favorendo una maggiore consapevolezza per le tematiche ambientali, culturali e sociali.

L’iniziativa è localizzata nel Comune di Martano. Il target di riferimento è costituito da bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, così da rappresentare una seria alternativa a pomeriggi di inoperosità, di solitudine, di disagio.

Obiettivi dell’iniziativa:

In tale contesto si insediano i progetti di educazione ambientale, di valorizzazione delle tradizioni e degli antichi mestieri, le visite presso parchi naturali e zone d’interesse culturale e sociale, la partecipazione attiva alla vita sociale, nel rispetto dell’altrui individuo attraverso l’approfondimento di tematiche a tal riguardo rilevanti.

Ciò fa dell’iniziativa proposta un cardine importante per il miglioramento sociale e culturale della collettività. Infatti, i servizi attivati promettono un forte impatto sulla popolazione poiché favoriscono l’appagamento dei bisogni individuali dei minori attraverso I’armonizzazione e la fruibilità delle risorse della struttura, in un’ottica di collaborazione con i servizi forniti dalle strutture pubbliche.

Contributo al territorio:

La Mela Verde, offrendo un servizio pomeridiano prolungato, è capace di sviluppare nel bambino una propria autonomia psicosociale e rappresenta un servizio utile per le famiglie, per i singoli genitori, per la collettività intera.

In conclusione, l’impatto che La Mela Verde può avere sul contesto socioeconomico è decisivo in termini di sviluppo delle conoscenze dei bambini, di integrazione sociale, di riscoperta del territorio e delle sue tipicità e vocazioni. Una società che vuole costruire e migliorare il proprio avvenire non può che investire sui bambini, sul nostro futuro.

6 ottobre 2010

Candidati a Principi Attivi: EtaGi

Filed under: Generale,Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 16:56

Siamo oggi al nono progetto presentato in occasione del forum del 25/09/2010. La proposta di progetto in questione si distingue nettamente dalle altre, per settore di riferimento e per campo di applicazione. L’idea, presentata da Lorenzo De Pascalis, dottorando e ricercatore presso l’Università di Lecce, mira alla costituzione di una società in nome collettivo che si occupi di energia rinnovabile. Nello specifico, EtaGi (un nome un pò geek, che, in ambito termodinamico, si riferisce al rendimento globale di qualsiasi sistema energetico), si concentrerà sul fotovoltaico, viste le particolari condizioni ambientali di cui gode il territorio pugliese. Nel dettaglio, quello che EtaGi intende offrire è un approccio democratico al tema del fotovoltaico, attraverso il sistema dei gruppi di acquisto. In pratica si mettono insieme le richieste di molteplici piccoli privati (ma non solo) per poter effettuare un unico acquisto, in sede d’asta, di tutto ciò che occorre per l’installazione dell’impianto fotovoltaico, dai pannelli ai sostegni. La forza dei numeri mantiene basso i costi complessivi dell’impianto così che diventa conveniente rispetto ai canonici contratti con le grandi aziende. Queste ultime, infatti, installano l’impianto a proprie spese, ma trattengono il “conto energia”, ovvero l’incentivo statale che deriva al privato per ogni unità di potenza generata. Questo chiaramente significa complessivamente che, a fronte di una spesa minima, è il privato ad essere proprietario dell’impianto stesso ed a godere dei frutti e degli incentivi associati alla costruzione dell’impianto stesso. In questo concetto sta la democraticità del fotovoltaico, ovvero nel fatto che non sia l’azienda installatrice a guadagnare sulla costruzione dell’impianto, ma tutto il guadagno rimane in tasca al privato cittadino.

Segue l’intervento di Lorenzo e del suo filosofo ispiratore Ernani:

PROGETTO 9

TITOLO DEL PROGETTO: Etagi

COMPONENTI: Lorenzo De Pascalis, Ernani Favale

Nome del Gruppo: Etagi

Ambito di Riferimento: Economia della conoscenza

Descrizione del Progetto:

Il costo di un impianto fotovoltaico è spesso proibitivo (es. per giovani e persone a basso reddito) e scoraggia l’acquisto o implica mutui pluriennali. L’installazione su suoli agricoli è poi alla portata di pochi e ha infelici conseguenze sociali e sul paesaggio, come dimostrano le cronache attuali e l’avversione dell’opinione pubblica nei confronti di questi. A tal proposito, s’intende creare un’impresa (EtaGi S.n.c.) che diffonda la cultura delle fonti rinnovabili per l’autoconsumo e la generazione energetica diffusa sul territorio.

Obiettivi dell’iniziativa:

L’obiettivo di EtaGi consiste nel riunire soggetti interessati in gruppi per l’acquisto di impianti ad energia rinnovabile di piccola taglia, da installare sul tetto o sulle facciate delle abitazioni. Questo, oltre a comportare un impatto visivo e ambientale nullo, garantisce una sensibile riduzione dei costi di realizzazione delle opere: acquistare grandi quantità di materiale e servizi per un elevato numero di clienti consente una forte riduzione sui prezzi di approvvigionamento; proprio come oggi accade per i grossi impianti su terreno. Il nostro motto, “L’unione fa il Guadagno”, ne riassume il pensiero: l’accesso all’autoproduzione energetica e alla generazione diffusa deve rappresentare un’opportunità per tutti. I cittadini intenzionati ad investire nelle energie rinnovabili si riuniscono in gruppo e, secondo le proprie disponibilità, acquistano il loro impianto a prezzi estremamente competitivi.

Contributo al territorio:

Oltre ad incentivare la costituzione di gruppi d’acquisto, lavoriamo già da tempo per proporre un’idea del tutto nuova, da affiancare alla precedente, basata sul principio di rendere le energie rinnovabili quanto più “democratiche” possibile: EtaGi intende realizzare gratuitamente gli impianti, garantendo al cliente un corrispettivo per l’uso delle superfici o azzerando la bolletta elettrica. EtaGi ha un ritorno dell’investimento in 6-8 anni con i ricavi di: progettazione impianto + tariffe incentivanti. Poi per 12-14 anni si ha un introito fisso grazie al Conto Energia. Ciò estende il bacino clienti a tutti i proprietari di immobili, anche ai più sfavoriti, esonerandoli da qualsiasi investimento. EtaGi acquista prodotti di qualità, poiché dalle loro efficienze dipendono i ricavi. Il sistema di creazione di gruppi d’acquisto per ridurre i costi e sensibilizzare i clienti è attuato anche quando questi vogliano acquistare a proprie spese l’impianto e in ogni altro ambito del rinnovabile e risparmio energetico (solare termico, eolico, efficientamento, ecc.).

Per aderire alle nostre iniziative: www.etagi.it


5 ottobre 2010

Candidati a Principi Attivi: Radio Radici

Filed under: Generale,Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 14:01

Eccomi qui,

torno a postare dopo la brevissima e stancante pausa capitolina. Oggi vi presento il progetto presentato da Antonio Santoro, su facebook noto come Pitty-Red, che presenta un progetto interessante dal titolo “Radio Radici”, che si inserisce nell’ambito della “tutela e valorizzazione del territorio”. L’idea è semplice nella sua efficacia: si tratta di avviare una web radio finalizzata allo scopo della valorizzazione delle tradizioni culturali e musicali del Mezzogiorno. Il territorio di riferimento quindi supera i confini regionali ma la radio non ha limiti geografici di fruizione. Una web radio, infatti, viene ascoltata online e non conosce barriere se non quelle linguistiche. Ma a quanto pare, si lavorerà anche su quelle.

Questo progetto vede la partnership di Treble Studio che garantisce esperienza nel settore musicale e della produzione (si ricorda appunto che Treble è fondatore dei Sud Sound System). Sarà Antonio Petrachi di Treblestudio ad illustrarci in video il progetto.

PROGETTO 8

TITOLO DEL PROGETTO: Radio Radici

COMPONENTI: Antonio Santoro

Nome del Gruppo: Radio Radici

Ambito di Riferimento: Tutela e valorizzazione del territorio

Descrizione del Progetto:

Il progetto RADIO RADICI nasce per promuovere e sviluppare una serie di attività nel campo della cultura, dei media, del turismo e dell’intrattenimento, con l’intento di generare valore per il Mezzogiorno creando informazione costante su tutti gli eventi culturali  del nostro territorio, coinvolgendo giornalisti, artisti, imprenditori, dj, produttori, amministratori. In concreto  si tratta della realizzazione di una Radio web online dedicata alla diffusione e valorizzazione, su scala nazionale e sovranazionale, tramite programmi e pagine dedicate, delle produzioni artistiche e culturali del territorio (musica, teatro, arti visive), avvicinando, attraverso le più avanzate tecniche multimediali, gli attuali e futuri fruitori ai produttori e alle loro iniziative. RADIO RADICI, vuole essere un forte stimolo per una nuova, attualissima ed in crescita, forma di promozione  del territorio e delle sue risorse, senza entrare in contrasto con la tradizionale forma di comunicazione della radio, anzi lavorando in sinergia con essa, nello spirito che è proprio quello più rappresentativo della rete: condividere. Soprattutto per un territorio come il nostro, ricco sia di tradizioni culturali sia di  innovative proposte artistiche che fanno da volano per il suo stesso sviluppo, una web radio può “internazionalizzare” le produzioni culturali ,abbattendo i limiti geografici della promozione , e offrire ad una ”platea allargata” la condivisione delle peculiarità artistiche, storiche, culturali in genere del contesto in cui essa opera.

Radio Radici è un progetto socialmente sostenibile, perché nella promozione delle produzioni culturali si darà particolarmente attenzione a quelle proposte che hanno un forte impatto sociale sul territorio, indirizzate alla valorizzazione delle risorse, al rispetto delle minoranze etniche e promotrici dell’integrazione razziale. Gli stessi programmi saranno particolarmente attenti alle tematiche per la diversificazione e l’integrazione di risorse umane, socio-culturali ed economiche, per la valorizzazione delle identità locali e della biodiversità, per sostenere la diversità, l’equità, la democrazia, la conservazione delle risorse ed una più alta qualità della vita). Radio RADICI vuole essere il centro di un percorso di partecipazione all’avanguardia per creare opportunità per tutto il territorio, vuole essere la voce della comunità, il luogo di ritrovo e di discussione attraverso i più moderni canali di comunicazione e vuole favorire la reale partecipazione dei giovani al dibattito su temi locali, nazionali e internazionali con contenuti multimediali e live.

Negli ultimi anni si è fatta sempre più strada la concezione del territorio come di un sistema complesso di forze che, se coordinate in una unitarietà strategica, sono in grado di trasformare la realtà e la percezione che questa suscita. Alcuni territori riescono a coprire, più o meno efficacemente, i buchi di una strategia frammentaria vivendo “di rendita” per i patrimoni (storici, culturali, artistici, ecc.) che possiedono, per altri diventa vitale costruirsi, nell’ambito della moderna globalizzazione, una identità riconoscibile e desiderabile. Il nostro territorio si colloca, secondo, noi a metà strada, potendo Radio Radici nasce per coniugare perfettamente un ricco patrimonio artistico-storico-culturale con le innovative metodologie di promozione sul web.

 

Partenrship e obiettivi:

La partnership scelta per il nostro progetto è il TREBLESTUDIO, studio di registrazione, missaggio e produzioni audio-video. Il treblestudio è condotto da Antonio Petrachi, noto col nome d’arte di Treble, lu professore, fondatore e storico componente del gruppo Sud Sound System. Le tecnologie radio e tv possono essere utilizzate come strumenti di su tematiche connesse al territorio. In molti Paesi la radio rappresenta il mezzo più diffuso ed economico per l’intrattenimento e l’educazione di massa, e la web radio, per le sue caratteristiche di condivisione a livello globale delle informazioni, sta integrando e potenziando questi strumenti. I dati disponibili a livello regionale evidenziano una tendenza alla crescita del turismo storico, artistico e culturale oltre che ambientale e naturale e del suo contributo allo sviluppo delle economie locali, si ritiene perciò che esista un buon potenziale di crescita in questo ambito anche utilizzando i new media quali promotori dello sviluppo.

Obiettivo del progetto Radio Radici è infatti quello di valorizzare e promuovere il patrimonio ambientale e culturale della regione a sostegno dello sviluppo, ed innovare le modalità dei servizi e delle attività promozionali per accrescere il livello di fruibilità del patrimonio ambientale e culturale.

 

3 ottobre 2010

Candidati a Principi Attivi 2010: InsediArti

Filed under: Generale — leandrocandido @ 10:00

Salve a tutti,

questo post viene pubblicato in automatico mentre io sono in viaggio verso Roma per un colloquio di lavoro.

Il progetto di oggi, che porta il numero 7 nell’ordine delle presentazioni effettuate nel forum. Marta Vedruccio racconta in sintesi il suo progetto, che tratta di Arte. O, meglio di artisti. Parola chiave dell’artista moderno, infatti, è “connessione”, ovvero legame col territorio e trasversalità di campi. Ed è così che, attraverso un approccio integrato, artista ed architetto dialogano nella stessa lingua o a dirla tutta con gli stessi gesti. Il progetto, infatti, gode della partnership della Fabbrica dei Gesti e dell’associazione di volontariato CulturAmbiente di Lecce. Queste due associazioni lavorano sia nella direzione dei cittadini, effettuando un’opera di sensibilizzazione ed educazione in chiave di sviluppo sostenibile, che nella direzione dell’integrazione di linguaggi artistici e della multidisciplinarietà.

Chiudo qui questo breve intervento e lascio spazio al video in cui Marta illustra in maniera nitida ed efficace il senso del suo progetto. Segue la sintesi.

PROGETTO 7

TITOLO DEL PROGETTO: INSEDIARTI

COMPONENTI: Marta Vedruccio, Annalisa Greco

Nome del Gruppo: Insediarti

Ambito di Riferimento: Inclusione sociale e cittadinanza attiva

Descrizione del Progetto:

Il progetto si chiama INSEDIARTI, nasce dall’ idea di costruire un percorso di formazione e di ricerca sul campo che abbia un approccio integrato per realizzare ipotesi concrete di intervento degli artisti nello spazio urbano. L’artista, oltre che preparato, deve essere un artista “connesso” col territorio in cui si esprime e deve essere consapevole di come le sue competenze possono agire attivamente ed efficacemente sul territorio di riferimento.  L’obiettivo è mettere insieme una molteplicità di sguardi e linguaggi: quello degli artisti con quello della popolazione, e dei professionisti del settore (urbanisti, architetti).

I partner di progetto sono l’Associazione Culturale La Fabbrica dei Gesti di San Cesario e l’Associazione di volontariato CulturAmbiente di Lecce. InsediArti, attraverso la connessione tra l’arte e il territorio, intende favorire la crescita della percezione dei valori sociali, creando una serie di interventi formativi, grazie alla partnership di CulturAmbiente, che agirà direttamente sull’educazione dei cittadini, la sensibilizzazione delle istituzioni, attraverso un processo di urbanizzazione e riqualificazione delle nostre città in chiave sostenibile. In collaborazione con la Fabbrica dei Gesti  (spazio culturale ideale per un innovativo approccio al teatro, alla danza, alla musica ed alle altre forme artistiche) intende sviluppare dei percorsi formativi che hanno come tema d’interesse la confluenza, dei diversi linguaggi artistici e la multidisciplinarità. Il coinvolgimento dell’esperienza comprovata de La Fabbrica dei Gesti, che da diversi anni porta avanti la ricerca sulla natura e l’analisi del “movimento creativo”, attraverso la sperimentazione, la contaminazione dei differenti linguaggi artistici, coinvolgendo diverse realtà artistiche e sociali, aprirà concretamente, grazie alla sua esperienza, un nuovo ponte di dialogo nel territorio, sviluppando così nuove sinergie.

Gli autori:

Marta Vedruccio comincia il suo percorso artistico frequentando laboratori teatrali presenti sul territorio. Consegue col massimo dei voti la laurea di primo livello in Filosofia e si specializza nel corso per attori “Progetto interregionale teatro–percorsi innovativi di alta formazione” presso i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, acquisendo l’attestato di specializzazione post-laurea in “teatro d’innovazione”Dopo l’incontro con Raffaella Giordano (rinomata esponente del teatro danza italiano), approfondisce lo studio delle concezioni del corpo facendone argomento della prossima discussione di tesi specialistica. Spiccata attitudine alla scrittura creativa, riconosciuta nel laboratorio di scrittura teatrale condotto da Francesco Niccolini.

Annalisa Greco è laureanda in Scienze Politiche e delle R.R. I.I.

Comincia il suo percorso artistico studiando danza classica, moderna e contemporanea e conseguendone il diploma. Si perfeziona nei diversi stili di danza frequentando seminari e stages, con maestri di fama internazionale come S. Humailà, B. Collinet, M. Astolfi, C. Felicioni, D. Verga, C. Martha, J. Perez, S. Di Cosmo, G. Corrado, R. Salaorni, M. ‘Ndiaye, H. Sow. Conosce Marta all’interno de La Fabbrica dei Gesti, partner del progetto, e insieme acquisiscono esperienze nell’ambito della formazione, dell’organizzazione di rassegne artistiche, della realizzazione di progetti di cooperazione internazionale e di promozione sociale in collaborazione con altre realtà operanti nel settore.

2 ottobre 2010

Candidati a Principi Attivi: SpazioOZ

Filed under: Generale,Principi Attivi 2010 — leandrocandido @ 10:44

E’ oggi il turno del nostro sesto gruppo presentato durante lo spazio forum già citato troppe volte. Ma prima di entrare nella descrizione approfitto per ricordare che oggi stesso è uscito il nuovo numero de “Il Salentino” che, come già detto, ha pubblicato la sintesi dell’evento svolto, includendo una descrizione dei progetti partecipanti all’evento.

E’ ora opportuno affrontare una questione delicata in modo chiaro e trasparente. Quando ho pubblicato il mio primo post sull’argomento ho inteso rintracciare i nomi di tutti i partecipanti di Melendugno, intercettandoli sull’elenco dei progetti ammissibili postato sul blog di Bollenti Spiriti. Poi ho proceduto a contattare i referenti e ho dato una voce perchè chiunque avesse partecipato da non referente mi contattasse al fine di prendere parte al forum. Bene, con questa strategia sono riuscito a rintracciare tutti, anche quelli che non conoscevo, a parte Elena Montinaro e Matteo Tondo. Nel primo caso ho provato a stabilire con tutte le mie possibilità e senza risultare invadente un contatto. Nel secondo caso, invece, non potevo sapere che Matteo fosse referente di un gruppo di Melendugno o Borgagne. Infatti sull’elenco dei progetti ammissibili c’è un errore di ortografia riguardo alla località. Chiaramente non ho letto tutte le pagine ma ho utilizzato lo strumento ricerca con le parole: melendugno, borgagne. Purtroppo sulla riga di Matteo c’è scritto “melndugno” (così come peraltro sulla mia riga vi è scritto Leonardo Candido), ovvero manca una ‘e‘ che è bastata a creare l’equivoco. Capisco quindi il risentimento che può essere venuto a maturarsi in seguito a questo spiacevole evento, ma ho agito con coerenza e con l’intenzione di non far torto a nessuno. Mi è sembrato poi comunque opportuno proporre al gruppo “trascurato” di partecipare alla pubblicazione del proprio progetto presso “il Salentino“. Personalmente mi scuso con i ragazzi di questo progetto, in particolar modo con Paola che conosco e stimo molto.

Torno quindi ora a parlare del progetto intitolato “Spazio OZ”. E’ Adamo Toma a presentare nel video l’idea che prevede la creazione di un portale web in tema di Salento e cultura. L’obiettivo è cercare negli spazi più nascosti e meno turistici il Salento della tradizione e del folklore, e di filmarlo, immortalarlo nel suo momento di espressione, così da poterlo poi rendere pubblico attraverso la pubblicazione sul portale stesso. In questo modo sarà possibile divulgare un volto della nostra amata terra che spesso viene oscurato in ragione di una vocazione turistica che un pò soffoca ciò che non è mare, campeggio, serate, movimento. Mi sembra opportuno far notare che gli autori di questo progetto hanno notevoli qualità nel campo letterario/artistico nonchè esperienza e consapevolezza dell’uso professionale di strumenti cinematografici, che si pongono a garanzia della qualità dei contenuti che verrebbero pubblicati sul portale stesso.

Vi lascio quindi al video e alla sintesi:

PROGETTO 6

TITOLO DEL PROGETTO: Spazio OZ

COMPONENTI: Adamo Toma, Mavi Sangiovanni, Veronica de Soccio

Nome del Gruppo: Spazio OZ – Associazione Culturale

Ambito di Riferimento: Per la tutela e la valorizzazione del territorio

Descrizione del Progetto:

Realizzeremo un prodotto innovativo per il Salento, creando diversi short-documetary promozionali di dieci comuni salentini. I documentari indagheranno interessanti aspetti storico-culturali di comuni turisticamente poco considerati. Questi prodotti audio-visivi saranno presentati su di un portale web (italiano/inglese) quindi resi fruibili a un numero elevato di visitatori da tutto il mondo. Creare un archivio multimediale, fisico e virtuale, di contenuti auto prodotti relativi agli aspetti paesaggistici, turistici, storico-culturali della Puglia, con particolare attenzione al Salento. Per contenuti multimediali si intendono: documentari, servizi fotografici, reportage sociali. Questi audiovisivi saranno consultabili grazie ad un sito web appositamente creato.

Obiettivi dell’iniziativa:

Ci proponiamo di distribuirli sul territorio regionale, nazionale ed internazionale affinché si possa tutelare, valorizzare e incrementare lo sviluppo economico, turistico, didattico-divulgativo del territorio.

Contributo al territorio:

Il nostro progetto non ha nessun tipo di impatto ambientale, in quanto utilizza mezzi e risorse assolutamente eco sostenibili e eco compatibili, o comunque risorse che non danno seguito a rifiuti di nessun tipo, o quasi, visto che si lavorerà esclusivamente attraverso l’utilizzo del digitale. I materiali e le risorse che verranno impiegate saranno ad impatto zero, non inquinanti, non deperibili.

Il progetto nasce proprio per stimolare l’attenzione verso qualcosa che ancora è nuovo e poco considerato; la creazione, realizzazione e diffusione di contenuti paesaggistico – storico – culturali attraverso prodotti audio-visivi di spessore. Il mercato del Salento ruota intorno al turismo, alla cultura e alla sua storia, riteniamo per questo necessario un portale che offra immediatamente tali contenuti. Il sito web che andremo a realizzare sarà innovativo poiché cercherà di offrire al grande pubblico materiali inediti; aspetti storico – culturali del territorio poco noti, scorci, lidi, coste, ambienti tra i meno considerati del nostro ricco patrimonio. A nostro avviso manca sia in Salento che in Puglia una documentazione audio-visiva degli ambiti meno noti, ma non meno interessanti del territorio; riteniamo che manchi uno sguardo lungo e lungimirante sulle infinite possibilità che la nostra regione offre. La creazione e diffusione dei suddetti contenuti, creerà immancabilmente nuove prospettive, nuovi percorsi, nuovo interesse verso tutto quello che verrà portato alla luce attraverso l’universo del web. I portale redatto in due lingue (inglese, italiano) diverrà una vetrina fondamentale per chiunque, da ogni parte del mondo, voglia riscoprire la nostra regione, anche nei suoi aspetti meno considerati.

Il nostro progetto avrà delle ricadute positive in termini economico, occupazionali, di sviluppo e promozione del territorio. Già nella fase di start up del progetto, quindi nella creazione del sito web, del materiale audio-visivo (documentario, fotografie, musiche), si offriranno delle opportunità occupazionali, reclutando figure professionali all’interno del nostro team di lavoro per realizzare e concretizzare la suddetta fase. Attraverso il sito web si potrà promuovere e rendere immediatamente visibile non solo il territorio ma anche gli autori, creatori dei materiali audiovisivi in esso contenuti.
Questo permetterà di avere per il Salento e la Puglia grande visibilità, ma di qualità, attraverso i suoi creativi, inoltre permetterà di promuovere e sviluppare il turismo, l’interesse per i luoghi, per la storia e anche di creare forme si partenariato e investimento legati al territorio e alle sue risorse umane. Pensiamo che i nostri autori, le loro opere e il Salento non abbiano bisogno di una visibilità scontata e retorica, ma di alta qualità, capace di confrontarsi con gli standard internazionali.
Tra l’altro è quello che in Puglia sta accadendo; si sta cercando di uscire, riuscendoci a ragione, dalla categoria di “regione arretrata”  come accade spesso di sentire nei confronti delle regioni del sud Italia. Il nostro progetto nasce anche per questo scopo, per proporre e promuovere l’eccellenza, quasi come fosse un debito e un dovere. Visibilità e qualità, sono parole chiave, scopi e obbiettivi in grado di creare opportunità di lavoro e sviluppo non solo per gli autori coinvolti, ma soprattutto per le attività ricettive e turistiche, per le istituzioni e per chiunque voglia investire nell’eccellenza: attraverso il sito sarà possibile promuovere opere, luoghi, prodotti, attività, progetti, cultura e sviluppo. I nostri interessi vertono sui temi relativi agli aspetti culturali, religiosi, storici, turistici, ambientali e sociali  affinché si possa far conoscere al meglio il nostro territorio con tutte le proprie peculiarità, incrementando così l’interesse verso di esso, ed il suo sviluppo turistico e di conseguenza quello economico.

Nella fase successiva di follow up verranno coinvolte altre figure professionali del territorio salentino e pugliese, per incrementare i contenuti del sito web e per sviluppare gli altri progetti previsti dalla suddetta fase.

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